Quando dopo la presa di Roma del 1870 l'attuale parco di Villa Ada divenne la residenza privata della famiglia reale Savoia nella nuova Capitale d'Italia, fu creato nella vallata tra il Colle delle Cavalle Madri e il Colle Roccolo un esteso lago ?a scogliera?, dalla forma allungata e diviso in due bacini (superiore e inferiore) dall'attraversamento di un ponticello rustico. Era uno dei principali interventi di arredo decorativo voluti dal Re Vittorio Emanuele II e inseriti nel progetto di sistemazione curato tra il 1874 e il 1877 dal giardiniere amburghese Emilio Richter, all'epoca direttore delle Ville e dei Parchi Reali. Un progetto che prevedeva - con imponenti movimenti di terra per oltre 25 mila metri cubi - lo scavo di due laghi «proporzionati alla grandiosità di tutta la villa». Il bacino artistico era ingentilito da vasche, cascatelle e giochi d'acqua. Al suo centro spiccava infine una statua in marmo bianco formata da un Nettuno con tridente su un cavallo marino agitato. Questo monumento fu poi trasferito a metà degli anni Venti nella fontana barocca di Villa Polissena, dove si trova attualmente. Dell'antico lago - prosciugato e scomparso sin dall'inizio del Novecento - sono ancora visibili diverse sponde e parti di scogliere, ormai inglobate dal bosco. È anche presente il condotto idrico che passava parallelamente al bacino.
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Auxilium petere ?
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