Sotterranei della Chiesa di S. Lorenzo in Fonte

  • tipologia:
    Sorgente
  • quota:
    27m
  • anno:
    0


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Sotterranei della Chiesa di S. Lorenzo in Fonte

Al numero 50 di via Urbana, nel cuore dell'antica Suburra, sorge la sobria chiesa di S. Lorenzo in fonte. La storia di questa chiesa trae origine da un iscrizione presente sull'architrave e che riporta S. LAURENTIO ET IPPOLYTO MARTIRIBUS.
La leggenda legata a questa iscrizione narra che San Lorenzo venne catturato nel 258 dalle milizie dell'imperatore Valeriano, all'interno delle catacombe di San Callisto. Scampato per caso al martirio, fu affidato ad un centurione, Ippolito, che lo rinchiuse nel sotterraneo del suo palazzo, situato sulla via Urbana, dove Lorenzo incontrò un povero cieco, Lucillo.

Dopo averlo confortato, lo battezzò con l'acqua di una sorgente che sgorgava nel sotterraneo: una volta battezzato, Lucillo riebbe immediatamente la vista. Ippolito che controllava ripetutamente i suoi prigionieri, di fronte al miracolo si fece anche lui cristiano, e fu battezzato poco dopo da Lorenzo, il quale finì bruciato vivo sulla graticola il 10 agosto dello stesso anno.
Più di mille e trecento anni dopo, sopra gli angusti locali del carcere del santo, dove nel medioevo era stato costruito un piccolo oratorio, venne edificata una chiesa, appunto la chiesa di S.Lorenzo in fonte.

Per accedere alla parte sotterranea, dopo aver chiesto il permesso al Parroco, verrete accompagnati per una porticina sulla quale è iscritto Aditum ad carcerem et fontem S. Laurent. Qui inizia la parte più suggestiva della visita, ossia i primi ambienti sotterranei che furono identificati come la casa di Ippolito. Da notare che la scala è stata murata. Infatti nel 1955, con la costruzione della metropolitana - Linea B (tratto Cavour-Termini), l'ingresso venne tamponato ed ora, per entrare in questi ambienti bisognerebbe accedere dalla galleria dei treni.

La visita procede poi per una lunga e stretta scalinata, fino alla prigione del Santo. Nell'arco che divide il corridoio d'ingresso è incassato un bel bassorilievo, che ritrae il Redentore mentre esce dal sarcofago: un'opera della fine del Cinquecento. Pochi metri dopo, ecco l'angusta stanzetta dove fu rinchiuso il santo: un ambiente circolare, in opus reticolatum, dove a livello del suolo si apre la fonte citata dalle antiche cronache: un semplice pozzetto impreziosito da un notevole bassorilievo seicentesco, memento del miracolo, che ritrae Lorenzo mentre battezza Ippolito (opera della prima metà del sec. XVII). Ancora oggi l'acqua limpida che riempie la pozza è ritenuta miracolosa.

Da dove arrivi l'adduzione dell'acqua della fonte è ancora un mistero. Probabilmente si tratta di qualche antico rivus che scendendo dalle pendici del Quirinale attraversa l'antico carcere, per poi immettersi nei condotti fognari della limitrofa Cloaca Maxima.
Sotterranei della Chiesa di S. Lorenzo in Fonte

Indirizzo:
via urbana, 50 roma

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